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La memoria delle ombre
Roma, febbraio. Giacomo Guerra è un informatico
cinico e geniale, drogato di Fentanyl, reduce da una
vita costruita ai margini del dolore altrui. Ha un
lavoro controverso, eppure i clienti non gli mancano:
sa riportare in vita i morti. Attraverso i video, le
storie, le tracce digitali di chi non c’è più, addestra
intelligenze artificiali per creare un avatar identico
all’umano, capace di continuare a vivere e a comunicare.
Quando l’ex amico Pietro Giorgi lo contatta per ricostruire
la figlia Lisa, morta a sedici anni in un misterioso
incidente d’auto, Giacomo è costretto a riesumare
una storia che credeva sepolta, tra i segreti
e i silenzi complici di una famiglia piena di ombre.
Il simulacro di Lisa prende lentamente vita, ma mostra
una persona ben diversa dall’adolescente pulita
che tutti credevano di conoscere. E, soprattutto, rivela
dettagli inquietanti su quell’incidente. La morte
poco chiara di Martina, amica di Lisa, è la prova
che niente in questa storia è come sembra, e Guerra
non può più tirarsi fuori. Si trova suo malgrado a
indagare in una Roma notturna e feroce insieme a
Gioia Sagramonti, detective che non sa quando fermarsi:
insieme verranno inghiottiti da una spirale
di eventi sempre più oscuri, fino a un epilogo senza
respiro.
Simone Panepuccia firma un thriller nero e originalissimo,
dove la tecnologia si lega alle pulsioni più
antiche dell’animo umano: vendetta, avidità, ossessione.
Un romanzo che fa tremare perché il futuro
che racconta è già qui, adesso. E perché pone una
domanda estrema: fino a dove ci spingeremmo pur
di non accettare la morte di chi amiamo?
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Roma, febbraio. Giacomo Guerra è un informatico
cinico e geniale, drogato di Fentanyl, reduce da una
vita costruita ai margini del dolore altrui. Ha un
lavoro controverso, eppure i clienti non gli mancano:
sa riportare in vita i morti. Attraverso i video, le
storie, le tracce digitali di chi non c’è più, addestra
intelligenze artificiali per creare un avatar identico
all’umano, capace di continuare a vivere e a comunicare.
Quando l’ex amico Pietro Giorgi lo contatta per ricostruire
la figlia Lisa, morta a sedici anni in un misterioso
incidente d’auto, Giacomo è costretto a riesumare
una storia che credeva sepolta, tra i segreti
e i silenzi complici di una famiglia piena di ombre.
Il simulacro di Lisa prende lentamente vita, ma mostra
una persona ben diversa dall’adolescente pulita
che tutti credevano di conoscere. E, soprattutto, rivela
dettagli inquietanti su quell’incidente. La morte
poco chiara di Martina, amica di Lisa, è la prova
che niente in questa storia è come sembra, e Guerra
non può più tirarsi fuori. Si trova suo malgrado a
indagare in una Roma notturna e feroce insieme a
Gioia Sagramonti, detective che non sa quando fermarsi:
insieme verranno inghiottiti da una spirale
di eventi sempre più oscuri, fino a un epilogo senza
respiro.
Simone Panepuccia firma un thriller nero e originalissimo,
dove la tecnologia si lega alle pulsioni più
antiche dell’animo umano: vendetta, avidità, ossessione.
Un romanzo che fa tremare perché il futuro
che racconta è già qui, adesso. E perché pone una
domanda estrema: fino a dove ci spingeremmo pur
di non accettare la morte di chi amiamo?













