🎉 Fino al 70% di sconto su articoli selezionatiVedi saldi
Immagine prodotto 1
Immagine prodotto 2
Immagine prodotto 3
HomeNegozio

La consolazione della filosofia

La consolazione della filosofia

La Consolazione della filosofia è un’opera in prosa e in versi composta dal filosofo Severino Boezio durante la prigionia, fra il 523 e il 525. La Filosofia appare all’autore e lo invita a riflettere sulla vera felicità, senza farsi ingannare dai rovesci della fortuna. L’opera è una sintesi di temi della filosofia antica, riprende Platone e Aristotele, ma anche il pensiero degli Stoici e i Neoplatonici, e li armonizza con la riflessione di Agostino e con suggestivi richiami biblici. La Filosofia dimostra che gli uomini cattivi sono in realtà dei perdenti rispetto a chi segue la virtù: il male è assenza di bene e non-essere, e il saggio si assimila alla divinità, partecipando alla natura del Bene. L’eternità divina è «possesso perfetto e del tutto simultaneo di una vita senza fine», in cui tutti gli eventi contingenti, previsti in un’unica «visione», non sono predeterminati da Dio. Quest’affascinante riflessione di un condannato a morte, capace di trascendere il contingente e di tenere fisso lo sguardo sull’Eterno, avrà un grande successo nel Medioevo e influenzerà profondamente Dante. Il presente volume propone una nuova traduzione condotta sull’edizione critica del 2005.
$22.35

Originale: $63.86

-65%
La consolazione della filosofia—

$63.86

$22.35

Informazioni Prodotto

Spedizioni & Resi

Description

La Consolazione della filosofia è un’opera in prosa e in versi composta dal filosofo Severino Boezio durante la prigionia, fra il 523 e il 525. La Filosofia appare all’autore e lo invita a riflettere sulla vera felicità, senza farsi ingannare dai rovesci della fortuna. L’opera è una sintesi di temi della filosofia antica, riprende Platone e Aristotele, ma anche il pensiero degli Stoici e i Neoplatonici, e li armonizza con la riflessione di Agostino e con suggestivi richiami biblici. La Filosofia dimostra che gli uomini cattivi sono in realtà dei perdenti rispetto a chi segue la virtù: il male è assenza di bene e non-essere, e il saggio si assimila alla divinità, partecipando alla natura del Bene. L’eternità divina è «possesso perfetto e del tutto simultaneo di una vita senza fine», in cui tutti gli eventi contingenti, previsti in un’unica «visione», non sono predeterminati da Dio. Quest’affascinante riflessione di un condannato a morte, capace di trascendere il contingente e di tenere fisso lo sguardo sull’Eterno, avrà un grande successo nel Medioevo e influenzerà profondamente Dante. Il presente volume propone una nuova traduzione condotta sull’edizione critica del 2005.