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Fare nomi
Per T.S. Eliot i gatti ne hanno tre, di cui
uno segreto; altrettanti ne ha Roma per
Giovanni Pascoli. I nomi propri sono
considerati un mistero anche dai teologi
(quelli delle divinitĂ sono spesso
indicibili), dai filosofi, dai cultori di
pratiche esoteriche, dalla Giulietta di
William Shakespeare. Ogni giorno però
li usiamo senza imbarazzi: per chiamarci
l’un l’altro, per ordinare un prodotto
commerciale, per dare indicazioni stradali.
Con facilitĂ li scambiamo con i nomi
comuni, chiamando Roma “l’Urbe”
e “una babele” uno stato di disordine.
A mezz’altezza fra le speculazioni più
criptiche e gli usi spensierati Nunzio
La Fauci affronta i nomi propri lĂ dove
si trovano: nella lingua in atto. A partire
da osservazioni minuziose e sorprendenti
(un tempo Antonio diventava “Tonio”
mentre adesso diventa “Anto”: perché?)
l’analisi schiude prospettive sulla lingua
come sistema. Si scopre così che nessun
nome è proprio per sempre, o giammai
lo sarà . Quella dei nomi propri non è una
condizione ontologica: è una funzione.
$26.70
Fare nomi—
$26.70
Informazioni Prodotto
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Spedizioni & Resi
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Description
Per T.S. Eliot i gatti ne hanno tre, di cui
uno segreto; altrettanti ne ha Roma per
Giovanni Pascoli. I nomi propri sono
considerati un mistero anche dai teologi
(quelli delle divinitĂ sono spesso
indicibili), dai filosofi, dai cultori di
pratiche esoteriche, dalla Giulietta di
William Shakespeare. Ogni giorno però
li usiamo senza imbarazzi: per chiamarci
l’un l’altro, per ordinare un prodotto
commerciale, per dare indicazioni stradali.
Con facilitĂ li scambiamo con i nomi
comuni, chiamando Roma “l’Urbe”
e “una babele” uno stato di disordine.
A mezz’altezza fra le speculazioni più
criptiche e gli usi spensierati Nunzio
La Fauci affronta i nomi propri lĂ dove
si trovano: nella lingua in atto. A partire
da osservazioni minuziose e sorprendenti
(un tempo Antonio diventava “Tonio”
mentre adesso diventa “Anto”: perché?)
l’analisi schiude prospettive sulla lingua
come sistema. Si scopre così che nessun
nome è proprio per sempre, o giammai
lo sarà . Quella dei nomi propri non è una
condizione ontologica: è una funzione.





